Le relative esplicative in inglese servono a aggiungere un dettaglio utile, ma non indispensabile, dentro una frase già chiara. Qui trovi una spiegazione pratica delle non defining relative clauses, con regole, punteggiatura, pronomi corretti, differenze rispetto alle defining clauses ed errori che fanno perdere naturalezza alla frase. Se vuoi usarle bene nello studio, nella scrittura o in un test di inglese, la chiave è capire quando il dettaglio è davvero “extra” e quando invece identifica il sostantivo.
Le relative esplicative aggiungono informazioni senza cambiare il senso principale
- Servono a dare un’informazione in più su una persona, un oggetto o un’intera idea.
- Si separano con le virgole, perché il contenuto non è essenziale per capire la frase.
- Di norma usano who, which, whose, where e when, ma non that.
- Il pronome relativo, a differenza di molte relative restrittive, di solito non si elimina.
- Se togli la relativa e la frase resta chiara, sei spesso davanti alla struttura giusta.
Cosa aggiungono davvero queste frasi
Quando parlo di relative esplicative, il punto non è “aggiungere parole”, ma aggiungere contesto. La persona o la cosa di cui sto parlando è già identificabile; la relativa serve solo a inserire un’informazione secondaria, spesso utile, a volte elegante, ma mai necessaria per capire di chi o di cosa si stia parlando.
Prendiamo questa frase: My brother, who lives in Dublin, works in finance. Se tolgo who lives in Dublin, la frase resta comprensibile. So già chi è “my brother”; la relativa mi dice solo dove vive. È proprio questo il tratto distintivo: il significato di base non cambia, cambia il livello di dettaglio.
Io consiglio di leggerle come una parentesi mentale. Non interrompono il filo logico, ma lo arricchiscono. Per questo funzionano bene quando vuoi scrivere in modo più naturale e meno schematico, soprattutto in testi descrittivi, email formali, reading comprehension e produzione scritta. A questo punto vale la pena vedere come si costruiscono, perché la punteggiatura fa tutta la differenza.

Come si costruiscono senza forzature
La struttura base è semplice: nome o pronome + virgola + pronome relativo + verbo + informazione aggiuntiva + virgola. Se la relativa è in mezzo alla frase, compaiono due virgole; se chiude la frase, ne basta una prima della relativa e il punto finale dopo il periodo.Ecco due esempi:
- London, which is one of my favorite cities, has an incredible rhythm.
- My sister bought a new laptop, which was a smart decision.
Nel primo caso la relativa è inserita nel mezzo. Nel secondo commenta l’intera idea precedente, non un singolo sostantivo. Questo è un dettaglio importante: which può riferirsi anche a una frase intera, non solo a un nome.
La regola più pratica, e quella che insegno sempre, è questa: se il pezzo che vuoi aggiungere è davvero accessorio, mettilo tra virgole e non “stringere” la frase come faresti con una definizione. Nelle relative esplicative il ritmo della frase conta molto, e una virgola sbagliata può far sembrare il testo poco naturale o, peggio, ambiguo.
Un altro punto da ricordare è che il pronome relativo di solito non si omette. In una definizione essenziale, in certi casi, l’inglese permette di lasciare fuori il pronome; qui no. Se la relativa è non essenziale, il pronome resta parte della struttura. Per scegliere bene il pronome giusto, però, conviene andare un passo oltre.
Quale pronome relativo usare in ogni caso
La scelta del pronome non è casuale. Dipende da ciò a cui ti riferisci e, in parte, dal registro. Nella pratica quotidiana, questi sono i casi più utili da memorizzare:
| Pronome | Uso tipico | Esempio | Nota pratica |
|---|---|---|---|
| who | Persone | The teacher, who is from Canada, speaks slowly. | È il pronome più naturale per le persone. |
| which | Oggetti, animali, idee, intere frasi | The phone, which I bought last week, already needs charging. | Può anche commentare l’intera frase precedente. |
| whose | Possesso | Anna, whose car was stolen, reported it to the police. | Molto utile nei testi scritti e nelle prove d’esame. |
| where | Luoghi | Paris, where I spent a semester, taught me a lot. | Qui la relativa aggiunge contesto geografico o narrativo. |
| when | Tempi o periodi | 2026, when many learners use digital tools, is a different landscape. | Più comune nella scrittura che nel parlato informale. |
| whom | Persone, soprattutto in registro formale o dopo preposizione | The consultant, whom we met in Milan, gave clear advice. | Corretta, ma oggi meno frequente nel parlato. |
La differenza concreta rispetto alle defining relative clauses
Qui si gioca una delle confusioni più comuni. Le defining relative clauses servono a identificare il nome a cui si riferiscono; le relative esplicative, invece, aggiungono un’informazione accessoria. La differenza non è teorica: cambia la punteggiatura, cambia il pronome, e spesso cambia anche il significato.| Aspetto | Relative esplicative | Relative definenti |
|---|---|---|
| Funzione | Aggiunge un dettaglio non essenziale | Identifica o restringe il referente |
| Punteggiatura | Virgole obbligatorie | Nessuna virgola |
| Uso di that | Non si usa | Spesso si può usare |
| Omissione del pronome | Di solito no | Possibile in alcuni casi |
| Effetto sul significato | La frase resta chiara anche senza la relativa | Senza la relativa il referente può diventare vago o diverso |
| Esempio | My car, which is old, still runs well. | The car that I bought yesterday is old. |
La distinzione è più semplice di quanto sembri: se sto parlando di un’unica macchina già nota, uso la relativa esplicativa; se invece devo dire quale macchina intendo, uso la definente. È una differenza piccola nella forma, ma enorme nell’effetto. E proprio perché il margine di errore è così sottile, conviene guardare gli sbagli più frequenti.
Gli errori che fanno perdere il punto
Se devo indicare i problemi che vedo più spesso, ne sceglierei cinque. Sono piccoli, ma in un compito o in un testo formale pesano subito sulla naturalezza del risultato.
- Dimenticare le virgole. Senza virgole, una relativa esplicativa può sembrare definente e cambiare il senso della frase.
- Usare that. Nelle relative esplicative, that non è la scelta corretta.
- Elidere il pronome. In questa struttura, il pronome di solito va mantenuto.
- Creare ambiguità. Se il referente non è già chiaro, la frase non è più esplicativa ma confusa.
- Inserire troppe informazioni insieme. Una relativa non deve diventare un mini-paragrafo dentro la frase.
Un esempio di errore tipico è questo: My car which is blue is parked outside. Qui manca la virgola, quindi il lettore può interpretare la frase come se stessi distinguendo tra più auto. Se invece voglio solo aggiungere un dettaglio, la forma corretta è: My car, which is blue, is parked outside.
Un altro errore frequente riguarda il tono. Molti studenti scelgono una struttura corretta ma troppo rigida, quasi tradotta dall’italiano. In inglese, soprattutto nello scritto, la relativa esplicativa funziona meglio quando il testo è pulito, lineare e leggero. Per questo, nei testi più lunghi, io consiglio sempre di alternare questa costruzione con frasi più dirette, così da non appesantire il ritmo. Da qui il passo naturale è capire come riconoscerla quando la incontri in un reading o in una prova di grammatica.
Come riconoscerle nei testi e usarle meglio negli esercizi
Se stai studiando per una certificazione o vuoi migliorare il tuo inglese scritto, il metodo più rapido è questo: prova a togliere la relativa. Se la frase principale resta chiara e il contenuto che sparisce è solo un’aggiunta, molto probabilmente sei davanti a una relativa esplicativa.
- Individua il nome a cui la relativa si riferisce.
- Chiediti se quel nome è già chiaro senza la relativa.
- Controlla le virgole: se la clausola è davvero accessoria, dovrebbero esserci.
- Verifica il pronome: who, which, whose, where o when sono le opzioni più naturali.
- Leggi la frase ad alta voce. Se la pausa prima della relativa “suona” naturale, sei spesso sulla strada giusta.
Questo approccio è utile anche nei test con risposte multiple. Spesso la soluzione corretta non è quella che “sembra più inglese” in astratto, ma quella che rispetta la logica dell’informazione. Se il testo parla di un referente già noto, la relativa esplicativa è una scelta elegante; se invece devi specificarlo, allora serve una definente. Questa distinzione, in pratica, vale più di molte regole memorizzate a memoria.
Un ultimo consiglio da docente: non imparare queste strutture come un elenco isolato. Guardale dentro frasi vere, soprattutto in articoli, libri e materiali per l’inglese accademico. È lì che si vede meglio perché funzionano: aggiungono precisione, ma lasciano respirare il significato principale. Ed è proprio questa la regola utile da tenere a mente mentre scrivi.
La regola che rende più naturale ogni frase
Se devo ridurre tutto a una sola idea, direi questo: usa la relativa esplicativa solo quando l’informazione è davvero un’aggiunta, non quando serve a identificare il sostantivo. In quel caso, le virgole non sono un dettaglio grafico ma il segnale che la frase sta offrendo contesto, non definizione.
Per uno studente italiano, questa è una delle strutture più utili perché allena a scrivere con più precisione. Ti costringe a distinguere tra ciò che è essenziale e ciò che è solo arricchimento, e questa abitudine migliora sia la grammatica sia la chiarezza del testo. Se la applichi bene, le tue frasi suoneranno subito più naturali, soprattutto nella scrittura formale e nei contenuti di livello intermedio-avanzato.
La verifica finale è semplice: se la frase rimane corretta anche senza quel segmento tra virgole, probabilmente hai usato bene una relativa esplicativa; se invece il senso si indebolisce o cambia, allora ti serve una struttura definente.
