Defining relative clauses - pronomi e virgole senza errori

Artemide Fabbri 20 aprile 2026
Esercitazione sulle defining relative clauses: "It is a place where you can see beautiful architecture" è corretto.

Indice

Le defining relative clauses, cioè le subordinate relative restrittive, sono la parte della grammatica inglese che ti permette di dire, senza giri inutili, quale persona o quale cosa stai indicando. In questo articolo ti mostro come funzionano, quali pronomi usare, quando il pronome si può omettere e come non confonderle con le relative non essenziali. Se studi inglese per la scuola, per una certificazione o per scrivere in modo più preciso, questa struttura ti fa risparmiare ambiguità e punti persi.

La regola pratica è questa: la relativa deve identificare, non decorare

  • Servono a identificare con precisione una persona, una cosa, un luogo o un momento.
  • Di solito non vogliono virgole, perché l’informazione è essenziale per capire il referente.
  • Who per persone, which per cose, whose per il possesso, when per il tempo, where per il luogo, that come soluzione molto comune nelle clausole restrittive.
  • Il pronome si può omettere solo se è oggetto della relativa, non se è soggetto.
  • La differenza con le non-defining relative clauses passa soprattutto da virgole, essenzialità e registro.

Quando una relativa diventa indispensabile

Quando una relativa è indispensabile, non sta aggiungendo un dettaglio decorativo: sta selezionando il referente giusto. Se togli la clausola e il significato principale cambia, sei davanti a una struttura essenziale. Pensa a frasi come The woman who lives next door works in a bank: senza la relativa, non sapresti quale donna intendo. In italiano il meccanismo è molto simile alle subordinate relative restrittive, cioè quelle che restringono il campo invece di limitarsi a commentarlo. A questo punto il passaggio naturale è capire come si costruisce la frase, pezzo per pezzo.

Come si costruisce la frase

La formula base è semplice: nome + pronome relativo + soggetto + verbo. Nelle frasi definitorie l’elemento relativo collega due informazioni e impedisce di ripetere il nome. Io consiglio sempre di partire da due frasi separate, poi chiedersi quale delle due contiene l’informazione necessaria per identificare il nome.

Quando il pronome fa da soggetto

Se il pronome è il soggetto del verbo nella relativa, non puoi eliminarlo. Per esempio: The actor who won the award thanked the audience. Qui who è il soggetto di won, quindi deve restare. Lo stesso vale per the book that explains the rule: that introduce la relativa, ma il verbo ha comunque un soggetto espresso dalla clausola stessa. Questo è il caso più lineare, e infatti è quello che crea meno errori nei livelli iniziali.

Quando il pronome è oggetto

Se il pronome è oggetto, spesso puoi ometterlo: The book (that) I bought yesterday was expensive. La frase resta corretta anche senza pronome, soprattutto nello stile neutro o parlato. Qui sta uno dei punti più utili per chi scrive bene in inglese: l’omissione funziona solo quando il pronome non è soggetto. Se la ometti nel posto sbagliato, la frase diventa ambigua o semplicemente scorretta.

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Quando c’è una preposizione

Con una preposizione hai due possibilità, una più formale e una più naturale. Puoi dire the person to whom I spoke, ma nella scrittura quotidiana suona più spontaneo the person I spoke to. Non è un dettaglio da puristi, è una scelta di registro. Nei compiti e nelle certificazioni io preferisco insegnare prima la forma che il lettore riconosce subito, poi la versione più formale, così non si confondono grammatica e stile. Da qui il passo successivo è capire quale pronome scegliere in ogni caso.

Come scegliere il pronome giusto

Il pronome non si sceglie a memoria, ma in base a che cosa stai definendo e a quale ruolo grammaticale ha nella relativa. Se questo passaggio ti sembra meccanico all’inizio, è normale. La tabella sotto condensa la logica che uso quando insegno questa struttura: prima il referente, poi la funzione, poi la forma più pulita.

Pronome Quando lo uso Nota pratica Esempio
who Persone È il pronome più naturale quando la relativa riguarda una persona. The scientist who discovered it became famous.
whom Persone Più formale, spesso dopo una preposizione. The colleague with whom I spoke was helpful.
which Cose, animali, idee Usalo quando il referente non è una persona. The app which I downloaded yesterday works well.
that Persone o cose Molto comune nelle clausole restrittive, spesso è la scelta più semplice. The room that we booked was quiet.
whose Possesso Vale per persone, cose e organizzazioni. The company whose logo changed is local.
when Tempo Si riferisce a day, year, moment, time. The day when we met changed everything.
where Luogo Si riferisce a place, city, room, country. This is the café where we studied.
pronome omesso Oggetto della relativa Molto frequente nel parlato e nello stile neutro. The book I told you about is excellent.

Una regola pratica che tengo sempre valida per chi studia è questa: who per persone, which per cose, whose per possesso, when per tempo, where per luogo, that come soluzione trasversale nelle clausole restrittive. Il pronome omesso, invece, è spesso la versione più naturale quando il pronome è oggetto. La vera trappola, però, è confonderle con le subordinate che aggiungono solo un extra.

Perché le virgole cambiano il significato

Qui sta una differenza che molti sottovalutano: nelle relative definitorie le virgole di solito non ci vanno. Se le metti, il lettore capisce che l’informazione è accessoria, non essenziale. Confronta My brother who lives in Milan is a doctor con My brother, who lives in Milan, is a doctor: nella prima frase sto distinguendo tra possibili fratelli, nella seconda sto solo aggiungendo una nota su un fratello già identificato. La grammatica inglese usa questa differenza in modo molto più rigido di quanto faccia spesso l’italiano.
Tipo Funzione Virgole Segnale tipico Esempio
Relativa definitoria Identifica il nome in modo necessario No Il significato cambia se la togli The students who study hard usually pass.
Non-defining relative clauses Aggiunge un’informazione extra Il significato principale resta chiaro anche senza la clausola My sister, who lives in Turin, is visiting.

Il test che uso io è molto semplice: provo a togliere la relativa. Se il referente resta chiaro, allora probabilmente sto parlando di una frase con informazione aggiuntiva; se invece la frase diventa vaga, la relativa è essenziale. Da qui nascono quasi tutti gli errori tipici, quindi vale la pena guardarli con un po’ di precisione.

Gli errori che fanno perdere chiarezza

  • Mettere le virgole per abitudine. Se l’informazione serve a identificare il nome, le virgole spostano il significato.
  • Usare which per una persona senza motivo. In una clausola definitoria, who o that sono in genere la scelta giusta per le persone.
  • Lasciare il pronome quando è già oggetto e poi ripeterlo. The book that I bought it è sbagliato. O scrivi The book that I bought oppure The book I bought.
  • Scordare l’accordo del verbo. In the students who work hard, il verbo è plurale perché il referente reale è students, non who.
  • Trattare whose come se valesse solo per le persone. In realtà può riferirsi anche a cose o organizzazioni, per esempio a company whose sales increased.
  • Forzare la relativa quando una frase semplice sarebbe migliore. Non ogni informazione va compressa. Se la frase diventa pesante, il problema non è la grammatica ma la struttura.

Io faccio sempre questo controllo finale: se la relativa aggiunge precisione, la tengo; se la frase diventa più lunga ma non più chiara, la semplifico. Quando questo criterio entra in automatismo, la struttura smette di sembrare una regola separata e diventa un modo naturale di scrivere. A questo punto resta solo il passaggio più utile: portarla nei compiti, nei testi e nelle certificazioni senza appesantire la frase.

Come fissarle in scrittura, studio e certificazioni

Per fissarle davvero io uso un metodo molto semplice: scrivo due frasi brevi, individuo il nome da definire, scelgo il pronome, provo a togliere il pronome se è oggetto e controllo le virgole. Questo esercizio funziona bene perché ti costringe a vedere la grammatica come una scelta, non come un elenco di etichette.

  1. Parti da due frasi separate.
  2. Chiediti quale informazione è necessaria per identificare il nome.
  3. Decidi se il pronome è soggetto, oggetto, possessivo, di luogo o di tempo.
  4. Controlla se puoi ometterlo senza perdere chiarezza.
  5. Verifica le virgole solo alla fine.

Se devo riassumere il punto in modo secco, è questo: una relativa essenziale non serve a fare scena, serve a delimitare il significato. Quando impari a riconoscere il referente, a scegliere il pronome giusto e a non usare le virgole per abitudine, la grammatica inglese diventa molto più pulita e molto meno arbitraria.

Domande frequenti

È indispensabile quando serve a identificare con precisione la persona, la cosa, il luogo o il momento di cui parli. Se togli la clausola e il significato principale cambia o diventa vago, la relativa è restrittiva e di norma non vuole virgole.

Usa who per le persone, which per cose, animali e idee, whose per il possesso, when per il tempo, where per il luogo e that come soluzione molto comune nelle clausole restrittive. Il pronome si può omettere solo quando è oggetto della relativa: se è soggetto, deve restare.

Nelle definitorie la relativa serve a delimitare il referente e di solito non si usano virgole. Nelle non-defining la frase aggiunge un'informazione extra: il referente è già chiaro e il significato principale resta valido anche senza la clausola.

Puoi usare una forma più formale, come the person to whom I spoke, oppure una più naturale nella scrittura quotidiana, come the person I spoke to. Nell'articolo si consiglia di partire dalla forma più immediata per il lettore e poi riconoscere anche la variante formale.

Gli errori più comuni sono mettere virgole per abitudine, usare which per una persona senza motivo, lasciare il pronome quando è già oggetto e poi ripeterlo, e dimenticare che il verbo concorda con il referente reale. Anche whose non vale solo per le persone: può riferirsi a cose e organizzazioni.

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pronomi relativi
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Autor Artemide Fabbri
Artemide Fabbri
Mi chiamo Artemide Fabbri e ho accumulato 11 anni di esperienza nel campo della lingua e della cultura inglese. La mia passione per l'inglese è nata durante gli studi universitari, quando ho scoperto quanto fosse affascinante esplorare non solo la lingua, ma anche le sfumature culturali che la accompagnano. Scrivo per condividere le mie conoscenze e aiutare gli altri a comprendere meglio le certificazioni e le dinamiche della lingua inglese. Nel mio lavoro, mi impegno a fornire informazioni utili e aggiornate, verificando sempre le fonti e confrontando diverse prospettive. Mi piace semplificare argomenti complessi e rendere accessibili le ultime tendenze nel mondo dell'inglese. Spero di accompagnarvi in questo viaggio di apprendimento, rendendo la lingua e la cultura angloamericana più comprensibili e coinvolgenti.

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