Pronomi indefiniti in inglese - regole, uso e errori da evitare

Artemide Fabbri 4 luglio 2026
Tabella che illustra i pronomi indefiniti: anyone, anything, anywhere, anytime, no one, nothing, nowhere, no time, someone, something, somewhere, some time, everyone, everything, everywhere, every time.

Indice

In inglese, gli indefinite pronouns servono quando vuoi parlare di persone o cose senza indicarle con precisione: qualcuno, nessuno, qualcosa, tutto, poco, molti. È un argomento piccolo solo in apparenza, perché qui si intrecciano significato, accordo del verbo e scelta tra forme molto simili. Io lo affronto sempre così, perché memorizzare le liste senza capire la logica porta quasi sempre agli stessi errori.

Tre cose da ricordare sui pronomi indefiniti

  • Riferiscono a persone, cose o quantità non specifiche, quindi sostituiscono un nome generico o sconosciuto.
  • Molte forme hanno un numero grammaticale fisso: alcune vogliono il verbo singolare, altre il plurale, altre dipendono dal contesto.
  • Some, any e no cambiano funzione secondo la frase: affermazione, domanda, negazione, richiesta o offerta.
  • In inglese moderno il singolare they/their è spesso la soluzione più naturale quando il referente non è specificato.
  • Gli errori più comuni nascono da accordo sbagliato, doppia negazione e scelta forzata tra some e any.

Cosa sono e quando ti servono davvero

I pronomi indefiniti ti aiutano a parlare di qualcuno o qualcosa senza nominare una persona precisa, un oggetto preciso o una quantità precisa. In pratica, sono la soluzione più naturale quando il contesto è chiaro ma il referente non lo è: someone ha chiamato, nothing è successo, everybody era pronto.

Per chi studia inglese, questo tema conta molto più di quanto sembri. Nelle conversazioni quotidiane, nelle email e nei test di grammatica, questi pronomi servono a evitare ripetizioni inutili e a rendere la frase più fluida. Se sai riconoscere a colpo d’occhio se stai parlando di una persona, di una cosa o di una quantità, metà del lavoro è già fatto. Per orientarti senza incertezze, conviene riconoscere prima le famiglie principali.

Pronomi indefiniti: anybody, anything, someone, something, nobody, nothing. Definiscono persone o cose non specifiche.

Le forme più comuni da riconoscere al volo

Io raggruppo questo argomento in tre blocchi: persone, cose e quantità o gruppi. In molte grammatiche troverai anche alcuni quantificatori vicini ai pronomi indefiniti, perché si comportano in modo molto simile e creano gli stessi dubbi nella frase.

Gruppo Forme tipiche Uso Esempio
Persone somebody, someone, anybody, anyone, nobody, no one, everybody, everyone, each Persona non specifica, generale o sconosciuta Someone left a message.
Cose e luoghi something, anything, nothing, everything, somewhere, anywhere, nowhere, everywhere Oggetto, idea o posto non precisato There is something in the box.
Quantità e gruppi some, any, none, all, most, many, much, few, little, both, either, neither Quantità, scelta o relazione dentro un insieme None of the answers is correct.

Una distinzione utile è questa: le forme in -body e -one si riferiscono alle persone, quelle in -thing alle cose, quelle in -where ai luoghi. Le coppie con some e any possono anche stare da sole oppure accompagnare un nome: some water, ma anche I need some; any questions, ma anche Do you have any?. La differenza è pratica più che teorica: quando stanno da sole, funzionano proprio come pronomi; quando precedono un sostantivo, si avvicinano ai determinanti.

La forma, però, è solo metà del lavoro: il verbo deve comunque seguire il soggetto, ed è qui che gli errori aumentano.

L’accordo con il verbo è il punto che crea più dubbi

Molti pronomi indefiniti sembrano plurali nel significato, ma in inglese richiedono un verbo singolare. Io consiglio di memorizzarli per categorie, non uno per uno: così il sistema diventa prevedibile.

Quasi sempre singolari

Everyone, everybody, someone, somebody, anyone, anybody, no one, nobody, everything, something, anything, nothing, each, either e neither vogliono quasi sempre il verbo al singolare: Everyone is here, Nothing matters, Each student has a book.

Quasi sempre plurali

Both, few, many, several e others si comportano come soggetti plurali: Many are waiting, Both were correct.

Dipendono dal contesto

All, some, any, none, most, more e formule simili cambiano in base a ciò a cui si riferiscono. All of the cake is gone, ma all of the cookies are gone. None of the water is left, ma none of the students are late.

Qui entra anche il singolare they: Someone left their bag suona naturale nell’inglese contemporaneo, soprattutto quando non vuoi forzare his or her. In testi molto formali puoi ancora incontrare una riformulazione più neutra, ma nella lingua d’uso questa soluzione è ormai normale. Quando l’accordo è chiaro, la scelta tra some, any e no diventa molto più semplice.

Some, any e no nelle frasi reali

Questa è la parte che fa più differenza nella pratica. Le tre famiglie non sono intercambiabili: il tipo di frase cambia la scelta, e spesso cambia anche il tono.

Frasi affermative

Some, someone, something e somewhere si usano spesso in frasi positive quando parli di una quantità non precisa ma reale: I need some help, There is something on the desk. In una richiesta o in un’offerta educata, some suona spesso più naturale di any: Would you like some tea?, Could someone open the window?.

Domande e richieste neutrali

Any, anyone, anything e anywhere sono la scelta più tipica nelle domande quando non sai se la risposta sarà sì o no: Do you have any questions?, Is there anyone outside?. Qui any non significa “qualunque cosa” in modo astratto; indica piuttosto una persona, una cosa o un luogo non specificati.

Leggi anche: Verbi di preferenza in inglese - Non fare più errori!

Negazioni

Con le negazioni hai due strade corrette: not + any oppure le forme con no. Quindi puoi dire I don’t have any time oppure I have no time. Il primo suona più neutro, il secondo più diretto. L’importante è non mischiare entrambe le strategie nella stessa frase: I don’t have no time è l’errore classico da evitare.

Quando vuoi fissare la regola, ricordati questa sequenza mentale: positivo con some, domanda neutra con any, negazione con any o no. Da lì in poi la grammatica smette di sembrare casuale e diventa una scelta controllata. A questo punto resta da evitare gli inciampi più tipici, quelli che si vedono spesso nei temi e nei test.

Gli errori più comuni di chi studia inglese

Gli errori non sono mai casuali: nascono quasi sempre da un paio di abitudini italiane trasferite troppo in fretta sull’inglese. Qui i problemi ricorrenti sono pochi, ma molto tenaci.

  • Verbo plurale dopo un soggetto singolare: Everyone is ready, non everyone are ready.
  • Doppia negazione: I don’t have any money oppure I have no money, non I don’t have no money.
  • Scelta sbagliata tra each ed every: Each insiste sui singoli elementi uno per uno; every guarda il gruppo nel suo insieme. Per questo each student funziona quando vuoi sottolineare ogni persona, mentre every student suona più generale.
  • Uso forzato di his or her: in molte frasi moderne their è più naturale e più leggero, soprattutto con riferimenti non specifici.
  • Confusione tra quantità e numero: much con nomi non numerabili, many con nomi numerabili plurali, little e few per quantità limitate. Qui non basta tradurre mentalmente dall’italiano: serve guardare il sostantivo che accompagna il pronome o quantificatore.

Io consiglio sempre di leggere la frase ad alta voce: se suona innaturalmente rigida, spesso il problema non è il vocabolario ma la struttura. E una volta sistemata la struttura, il pronome giusto viene quasi da sé.

Il ripasso più utile quando scrivi o parli

Alla fine, io riduco tutto a tre domande: sto parlando di una persona, di una cosa o di una quantità? La risposta mi dice quasi sempre quale forma scegliere. Quando la frase è generica ma corretta, il risultato non è solo grammaticale: è più naturale.

  • Persona non specifica → someone, anyone, no one, everyone.
  • Cosa o luogo non specifici → something, anything, nothing, somewhere, anywhere, nowhere.
  • Quantità o gruppo → some, any, none, all, many, much, few, little, both, either, neither.
  • Verbo → controlla sempre se il soggetto è singolare, plurale o dipende dal contesto.

Se stai preparando una certificazione o vuoi semplicemente parlare un inglese più pulito, questo è uno di quegli argomenti che vale la pena ripassare con calma: poche regole, ma usate bene, cambiano molto la qualità della frase. E se impari a riconoscere il tipo di riferimento prima della forma, i pronomi indefiniti smettono di essere una lista da memorizzare e diventano uno strumento davvero pratico.

Domande frequenti

Some è tipico nelle frasi affermative e spesso nelle richieste o offerte educate. Any è la scelta più normale nelle domande neutrali e nelle negazioni con not. No sostituisce not + any, ma non va mescolato con la doppia negazione: meglio I don't have any time oppure I have no time, non I don't have no time.

Quasi sempre singolari sono everyone, somebody, anyone, nothing, each, either e neither. Quasi sempre plurali sono both, few, many, several e others. Forme come all, some, any, none e most dipendono invece dal nome a cui si riferiscono: all of the cake is gone, ma all of the cookies are gone.

Quando il referente non è specificato, il singolare they/their è spesso la soluzione più naturale nell'inglese contemporaneo. Per esempio: Someone left their bag. È una scelta molto comune quando non vuoi forzare his or her.

Each mette l'accento sui singoli elementi uno per uno, mentre every guarda il gruppo nel suo insieme. Per questo each student sottolinea ogni persona singolarmente, mentre every student suona più generale.

Le forme in -body e -one si riferiscono alle persone, quelle in -thing alle cose, quelle in -where ai luoghi. Questa distinzione aiuta a scegliere subito tra someone, something e somewhere, senza imparare liste a memoria.

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pronomi indefiniti
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Autor Artemide Fabbri
Artemide Fabbri
Mi chiamo Artemide Fabbri e ho accumulato 11 anni di esperienza nel campo della lingua e della cultura inglese. La mia passione per l'inglese è nata durante gli studi universitari, quando ho scoperto quanto fosse affascinante esplorare non solo la lingua, ma anche le sfumature culturali che la accompagnano. Scrivo per condividere le mie conoscenze e aiutare gli altri a comprendere meglio le certificazioni e le dinamiche della lingua inglese. Nel mio lavoro, mi impegno a fornire informazioni utili e aggiornate, verificando sempre le fonti e confrontando diverse prospettive. Mi piace semplificare argomenti complessi e rendere accessibili le ultime tendenze nel mondo dell'inglese. Spero di accompagnarvi in questo viaggio di apprendimento, rendendo la lingua e la cultura angloamericana più comprensibili e coinvolgenti.

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