Proposizioni relative in inglese - regole, pronomi ed errori

Artemide Fabbri 26 aprile 2026
Schema sui pronomi relativi, connettivi sintattici importanti, che si dividono in subordinate relative proprie (modo indicativo) e improprie (modo congiuntivo).

Indice

Nel lessico della grammatica inglese, queste strutture vengono spesso chiamate relative clauses: servono a collegare due idee senza appesantire la frase, aggiungendo informazioni su persone, cose, luoghi o momenti. Per chi studia inglese, il punto non è solo riconoscerle, ma capire quando sono essenziali, quando vanno separate da virgole e quando il pronome relativo può sparire. Qui trovi una spiegazione pratica, con esempi chiari e gli errori che vedo più spesso negli studenti italiani.

Ecco i punti essenziali da ricordare

  • Le proposizioni relative aggiungono informazioni a un nome già citato o facilmente identificabile.
  • Le relative definenti identificano il referente e non vogliono virgole; le non definenti aggiungono un dettaglio accessorio e richiedono le virgole.
  • Who si usa per le persone, which per cose e animali, whose per il possesso, where per i luoghi e when per il tempo.
  • That è tipico delle definenti, non delle non definenti.
  • Il pronome relativo si può omettere solo quando svolge la funzione di oggetto.
  • In inglese più formale, la preposizione può stare prima del pronome; nel parlato, spesso va in fondo alla frase.

Che cosa fanno davvero le proposizioni relative

Una proposizione relativa modifica un nome già citato o comunque chiaro nel contesto. In pratica, aggiunge una descrizione che serve a restringere il significato del sostantivo oppure a dare un dettaglio in più senza cambiare il referente. Io la leggo sempre come un ponte tra due frasi: invece di scrivere I bought a book. The book was expensive., ottieni The book that I bought was expensive. Il risultato è più compatto, più naturale e molto più vicino all’inglese autentico.

Il punto chiave è l’antecedente, cioè il nome a cui la relativa si aggancia. Se l’informazione aiuta a capire quale persona o cosa stai indicando, la relativa è parte della struttura essenziale della frase. Se invece aggiunge solo un dettaglio accessorio, entri nel territorio delle proposizioni non definenti. Per distinguere i due casi, però, conviene guardare prima al senso e poi alla punteggiatura.

Una volta chiarito questo meccanismo, diventa molto più semplice capire perché due frasi simili possano avere un significato diverso. Ed è proprio da qui che conviene partire per non confondere i due tipi principali.

Spiegazione delle relative clauses con esempi:

I due tipi principali e come riconoscerli

In inglese la distinzione fondamentale è tra proposizioni definenti e non definenti. È una differenza più utile di quanto sembri, perché cambia sia il senso sia la punteggiatura.

Tipo Funzione Virgole Esempio
Definente Identifica il nome in modo preciso No The woman who lives next door is a doctor.
Non definente Aggiunge un dettaglio extra My sister, who lives in Bristol, is a doctor.

Il test pratico che uso è semplice: se tolgo la relativa e la frase perde precisione, allora è definente. Se invece resta perfettamente comprensibile, la relativa è non definente. In più, nelle non definenti l’inglese standard non usa that; si preferiscono who, which, whose, where e when. Se la non definente è in chiusura di frase, la virgola resta comunque prima del punto. Questo dettaglio da solo evita molti errori di punteggiatura e di scelta del pronome.

Una volta chiarita questa differenza, il passo successivo è scegliere il pronome o l’avverbio giusto, perché è lì che molti studenti iniziano a esitare.

I pronomi e gli avverbi relativi da scegliere senza dubbi

Qui conviene essere molto concreti, perché la confusione nasce quasi sempre dalla funzione del pronome, non dalla teoria.

Forma Uso tipico Nota utile Esempio
who Persone Più comune come soggetto; come oggetto si preferisce whom o l’omissione del pronome The teacher who explained the rule was very clear.
which Cose e animali Va bene sia nelle definenti sia nelle non definenti The phone which I bought last week already has a scratch.
that Persone e cose Si usa soprattutto nelle definenti, non nelle non definenti The dress that she wore to the ceremony was elegant.
whose Possesso Può riferirsi anche a cose, non solo a persone The house whose roof was damaged has been repaired.
where Luoghi Spesso equivale a in which o at which The city where I grew up is still very quiet.
when Tempo Spesso equivale a on which o in which The year when they moved abroad was difficult.
why Motivo Frequentissimo in espressioni come the reason why That is the reason why I stayed.
whom Persone, come oggetto di verbo o preposizione Più formale; spesso compare dopo una preposizione The colleague with whom I worked was very patient.
Whom non è sparito dall’inglese, ma oggi è più formale e appare soprattutto dopo una preposizione o in testi molto curati. Nel parlato quotidiano, spesso l’inglese preferisce spostare la preposizione in fondo alla relativa o eliminare del tutto il pronome quando è oggetto: the colleague I worked with suona più naturale di the colleague with whom I worked. Questa è una delle differenze che fa davvero percepire la frase come fluida e non tradotta letteralmente.

Resta però una regola che vale quasi sempre: il pronome relativo si può omettere solo quando fa da oggetto. Questo punto merita attenzione, perché è una delle trappole più comuni per chi studia inglese partendo dall’italiano.

Come costruire una frase corretta passo dopo passo

Io consiglio di costruire la relativa a partire dal nome, non dalla traduzione italiana. La sequenza funziona quasi sempre così:

  1. Individua il nome che vuoi descrivere.
  2. Chiediti se l’informazione è essenziale o solo aggiuntiva.
  3. Scegli il pronome o l’avverbio relativo più adatto.
  4. Decidi se il pronome può essere omesso.
  5. Aggiungi le virgole solo se la frase è non definente.

Prendiamo un paio di esempi. The restaurant that we tried last night was full funziona perché la relativa identifica quale ristorante intendo, quindi è essenziale. Invece My brother, who works in finance, lives in Rome aggiunge un’informazione accessoria: sappiamo già di quale fratello parlo. Nella scrittura formale o accademica, questa differenza si vede subito e fa sembrare il testo più controllato. Se vuoi un criterio rapido, tieni questo: l’italiano tollera spesso più ambiguità; l’inglese, invece, preferisce un disegno molto chiaro della struttura.

Un’attenzione in più riguarda le relative con preposizione. The person to whom I spoke è corretto e molto formale; the person I spoke to suona più naturale nel parlato e nello stile quotidiano. Entrambe le soluzioni esistono, ma non sempre hanno lo stesso tono. Quando la struttura è chiara, conviene guardare agli errori che fanno perdere subito naturalezza.

Gli errori che vedo più spesso negli studenti italiani

Qui il problema non è la grammatica in astratto, ma le scelte che sembrano innocue e invece cambiano il significato o il registro.

Errore frequente Forma migliore Perché
The book, that I bought yesterday, was expensive. The book that I bought yesterday was expensive. La relativa è definente, quindi non vuole virgole e that non va usato in una non definente.
My sister, that lives in Milan, is a designer. My sister, who lives in Milan, is a designer. Nelle non definenti that non è naturale.
The man which called me yesterday... The man who called me yesterday... Which si usa per cose e animali, non per persone.
The woman who I spoke to The woman whom I spoke to / The woman I spoke to Who è soggetto; come oggetto, in stile formale, si usa whom oppure si omette il pronome.
The city where I went to The city where I went / The city to which I went Evita di sommare where e una preposizione già presente.

Il fraintendimento più comune, però, riguarda whose: molti studenti lo associano solo alle persone, ma in inglese può riferirsi anche a cose e animali. The house whose roof was damaged è corretto, anche se in alcuni contesti potresti preferire the house the roof of which was damaged, che è più formale e meno spontaneo. Quando hai già queste basi, puoi riconoscere anche le forme ridotte, molto comuni nei testi più fluidi.

Quando la relativa si accorcia e suona più naturale

In molti testi d’inglese, soprattutto scritti bene, la proposizione relativa non appare sempre in forma piena. Se il pronome è soggetto o se la struttura lo permette, la frase può ridursi a una forma più compatta: the people waiting outside invece di the people who are waiting outside, oppure the documents sent yesterday invece di the documents that were sent yesterday.

Forma piena Forma ridotta Quando la trovi
The woman who is sitting by the window The woman sitting by the window Descrizioni nel parlato e nello scritto fluido
The report that was published last week The report published last week Strutture passive o descrittive
The people who are waiting outside The people waiting outside Quando il verbo è in -ing e la struttura è descrittiva

Queste forme non servono per sostituire tutte le relative: servono a rendere il testo più compatto quando l’inglese lo permette. Io le consiglio a chi ha già confidenza con la struttura base, perché altrimenti il rischio è confondere una relativa ridotta con un semplice participio usato come aggettivo. Per fissare tutto, però, serve un allenamento breve ma regolare, meglio di una teoria lunga e scollegata dall’uso.

Un allenamento pratico che funziona davvero

Se vuoi far diventare automatiche le proposizioni relative, io userei tre mosse semplici: leggere esempi brevi, riscrivere frasi doppie in una sola struttura e controllare a voce se la pausa con le virgole ha senso. Non serve imparare dieci regole separate se poi non riesci a riconoscere la differenza tra informazione essenziale e dettaglio aggiuntivo.

  • Prendi una frase italiana e chiediti se in inglese il nome va identificato o solo descritto.
  • Prova due versioni: una con la relativa piena e una con il pronome omesso, se la struttura lo consente.
  • Leggi ad alta voce: nelle non definenti la pausa naturale si sente quasi sempre.
  • Quando scrivi, controlla per ultimi virgole e pronome, non per primi.

È un metodo semplice, ma nella pratica funziona meglio della memorizzazione passiva. Se vuoi migliorare la precisione del tuo inglese, soprattutto nello scritto e nelle prove di certificazione, questo è uno di quei punti che dà un ritorno immediato: testi più chiari, frasi più pulite e meno dubbi quando devi scegliere la forma giusta.

Domande frequenti

Se la relativa serve a identificare quale persona o cosa stai indicando, è definente e non vuole virgole. Se aggiunge solo un dettaglio extra e la frase resta chiara anche senza, è non definente e richiede le virgole. Nelle non definenti, in genere, non si usa that.

Puoi ometterlo solo quando il pronome ha funzione di oggetto. Per esempio, the book I bought è corretto, mentre nelle posizioni di soggetto il pronome serve: the woman who called me. Questa regola rende la frase più naturale e scorrevole.

Who si usa per le persone, which per cose e animali, whose per il possesso, where per i luoghi, when per il tempo e why per il motivo. Whom è più formale e si usa soprattutto con le persone come oggetto, spesso dopo una preposizione. That è tipico delle relative definenti.

In uno stile formale la preposizione può stare prima del pronome, come in the colleague with whom I worked. Nel parlato e nello scritto più naturale, spesso va alla fine: the colleague I worked with. Le relative possono anche ridursi, per esempio the people waiting outside al posto di the people who are waiting outside.

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Autor Artemide Fabbri
Artemide Fabbri
Mi chiamo Artemide Fabbri e ho accumulato 11 anni di esperienza nel campo della lingua e della cultura inglese. La mia passione per l'inglese è nata durante gli studi universitari, quando ho scoperto quanto fosse affascinante esplorare non solo la lingua, ma anche le sfumature culturali che la accompagnano. Scrivo per condividere le mie conoscenze e aiutare gli altri a comprendere meglio le certificazioni e le dinamiche della lingua inglese. Nel mio lavoro, mi impegno a fornire informazioni utili e aggiornate, verificando sempre le fonti e confrontando diverse prospettive. Mi piace semplificare argomenti complessi e rendere accessibili le ultime tendenze nel mondo dell'inglese. Spero di accompagnarvi in questo viaggio di apprendimento, rendendo la lingua e la cultura angloamericana più comprensibili e coinvolgenti.

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