Nel lessico della grammatica inglese, queste strutture vengono spesso chiamate relative clauses: servono a collegare due idee senza appesantire la frase, aggiungendo informazioni su persone, cose, luoghi o momenti. Per chi studia inglese, il punto non è solo riconoscerle, ma capire quando sono essenziali, quando vanno separate da virgole e quando il pronome relativo può sparire. Qui trovi una spiegazione pratica, con esempi chiari e gli errori che vedo più spesso negli studenti italiani.
Ecco i punti essenziali da ricordare
- Le proposizioni relative aggiungono informazioni a un nome già citato o facilmente identificabile.
- Le relative definenti identificano il referente e non vogliono virgole; le non definenti aggiungono un dettaglio accessorio e richiedono le virgole.
- Who si usa per le persone, which per cose e animali, whose per il possesso, where per i luoghi e when per il tempo.
- That è tipico delle definenti, non delle non definenti.
- Il pronome relativo si può omettere solo quando svolge la funzione di oggetto.
- In inglese più formale, la preposizione può stare prima del pronome; nel parlato, spesso va in fondo alla frase.
Che cosa fanno davvero le proposizioni relative
Una proposizione relativa modifica un nome già citato o comunque chiaro nel contesto. In pratica, aggiunge una descrizione che serve a restringere il significato del sostantivo oppure a dare un dettaglio in più senza cambiare il referente. Io la leggo sempre come un ponte tra due frasi: invece di scrivere I bought a book. The book was expensive., ottieni The book that I bought was expensive. Il risultato è più compatto, più naturale e molto più vicino all’inglese autentico.
Il punto chiave è l’antecedente, cioè il nome a cui la relativa si aggancia. Se l’informazione aiuta a capire quale persona o cosa stai indicando, la relativa è parte della struttura essenziale della frase. Se invece aggiunge solo un dettaglio accessorio, entri nel territorio delle proposizioni non definenti. Per distinguere i due casi, però, conviene guardare prima al senso e poi alla punteggiatura.
Una volta chiarito questo meccanismo, diventa molto più semplice capire perché due frasi simili possano avere un significato diverso. Ed è proprio da qui che conviene partire per non confondere i due tipi principali.

I due tipi principali e come riconoscerli
In inglese la distinzione fondamentale è tra proposizioni definenti e non definenti. È una differenza più utile di quanto sembri, perché cambia sia il senso sia la punteggiatura.
| Tipo | Funzione | Virgole | Esempio |
|---|---|---|---|
| Definente | Identifica il nome in modo preciso | No | The woman who lives next door is a doctor. |
| Non definente | Aggiunge un dettaglio extra | Sì | My sister, who lives in Bristol, is a doctor. |
Il test pratico che uso è semplice: se tolgo la relativa e la frase perde precisione, allora è definente. Se invece resta perfettamente comprensibile, la relativa è non definente. In più, nelle non definenti l’inglese standard non usa that; si preferiscono who, which, whose, where e when. Se la non definente è in chiusura di frase, la virgola resta comunque prima del punto. Questo dettaglio da solo evita molti errori di punteggiatura e di scelta del pronome.
Una volta chiarita questa differenza, il passo successivo è scegliere il pronome o l’avverbio giusto, perché è lì che molti studenti iniziano a esitare.
I pronomi e gli avverbi relativi da scegliere senza dubbi
Qui conviene essere molto concreti, perché la confusione nasce quasi sempre dalla funzione del pronome, non dalla teoria.
| Forma | Uso tipico | Nota utile | Esempio |
|---|---|---|---|
| who | Persone | Più comune come soggetto; come oggetto si preferisce whom o l’omissione del pronome | The teacher who explained the rule was very clear. |
| which | Cose e animali | Va bene sia nelle definenti sia nelle non definenti | The phone which I bought last week already has a scratch. |
| that | Persone e cose | Si usa soprattutto nelle definenti, non nelle non definenti | The dress that she wore to the ceremony was elegant. |
| whose | Possesso | Può riferirsi anche a cose, non solo a persone | The house whose roof was damaged has been repaired. |
| where | Luoghi | Spesso equivale a in which o at which | The city where I grew up is still very quiet. |
| when | Tempo | Spesso equivale a on which o in which | The year when they moved abroad was difficult. |
| why | Motivo | Frequentissimo in espressioni come the reason why | That is the reason why I stayed. |
| whom | Persone, come oggetto di verbo o preposizione | Più formale; spesso compare dopo una preposizione | The colleague with whom I worked was very patient. |
Resta però una regola che vale quasi sempre: il pronome relativo si può omettere solo quando fa da oggetto. Questo punto merita attenzione, perché è una delle trappole più comuni per chi studia inglese partendo dall’italiano.
Come costruire una frase corretta passo dopo passo
Io consiglio di costruire la relativa a partire dal nome, non dalla traduzione italiana. La sequenza funziona quasi sempre così:
- Individua il nome che vuoi descrivere.
- Chiediti se l’informazione è essenziale o solo aggiuntiva.
- Scegli il pronome o l’avverbio relativo più adatto.
- Decidi se il pronome può essere omesso.
- Aggiungi le virgole solo se la frase è non definente.
Prendiamo un paio di esempi. The restaurant that we tried last night was full funziona perché la relativa identifica quale ristorante intendo, quindi è essenziale. Invece My brother, who works in finance, lives in Rome aggiunge un’informazione accessoria: sappiamo già di quale fratello parlo. Nella scrittura formale o accademica, questa differenza si vede subito e fa sembrare il testo più controllato. Se vuoi un criterio rapido, tieni questo: l’italiano tollera spesso più ambiguità; l’inglese, invece, preferisce un disegno molto chiaro della struttura.
Un’attenzione in più riguarda le relative con preposizione. The person to whom I spoke è corretto e molto formale; the person I spoke to suona più naturale nel parlato e nello stile quotidiano. Entrambe le soluzioni esistono, ma non sempre hanno lo stesso tono. Quando la struttura è chiara, conviene guardare agli errori che fanno perdere subito naturalezza.
Gli errori che vedo più spesso negli studenti italiani
Qui il problema non è la grammatica in astratto, ma le scelte che sembrano innocue e invece cambiano il significato o il registro.
| Errore frequente | Forma migliore | Perché |
|---|---|---|
| The book, that I bought yesterday, was expensive. | The book that I bought yesterday was expensive. | La relativa è definente, quindi non vuole virgole e that non va usato in una non definente. |
| My sister, that lives in Milan, is a designer. | My sister, who lives in Milan, is a designer. | Nelle non definenti that non è naturale. |
| The man which called me yesterday... | The man who called me yesterday... | Which si usa per cose e animali, non per persone. |
| The woman who I spoke to | The woman whom I spoke to / The woman I spoke to | Who è soggetto; come oggetto, in stile formale, si usa whom oppure si omette il pronome. |
| The city where I went to | The city where I went / The city to which I went | Evita di sommare where e una preposizione già presente. |
Il fraintendimento più comune, però, riguarda whose: molti studenti lo associano solo alle persone, ma in inglese può riferirsi anche a cose e animali. The house whose roof was damaged è corretto, anche se in alcuni contesti potresti preferire the house the roof of which was damaged, che è più formale e meno spontaneo. Quando hai già queste basi, puoi riconoscere anche le forme ridotte, molto comuni nei testi più fluidi.
Quando la relativa si accorcia e suona più naturale
In molti testi d’inglese, soprattutto scritti bene, la proposizione relativa non appare sempre in forma piena. Se il pronome è soggetto o se la struttura lo permette, la frase può ridursi a una forma più compatta: the people waiting outside invece di the people who are waiting outside, oppure the documents sent yesterday invece di the documents that were sent yesterday.
| Forma piena | Forma ridotta | Quando la trovi |
|---|---|---|
| The woman who is sitting by the window | The woman sitting by the window | Descrizioni nel parlato e nello scritto fluido |
| The report that was published last week | The report published last week | Strutture passive o descrittive |
| The people who are waiting outside | The people waiting outside | Quando il verbo è in -ing e la struttura è descrittiva |
Queste forme non servono per sostituire tutte le relative: servono a rendere il testo più compatto quando l’inglese lo permette. Io le consiglio a chi ha già confidenza con la struttura base, perché altrimenti il rischio è confondere una relativa ridotta con un semplice participio usato come aggettivo. Per fissare tutto, però, serve un allenamento breve ma regolare, meglio di una teoria lunga e scollegata dall’uso.
Un allenamento pratico che funziona davvero
Se vuoi far diventare automatiche le proposizioni relative, io userei tre mosse semplici: leggere esempi brevi, riscrivere frasi doppie in una sola struttura e controllare a voce se la pausa con le virgole ha senso. Non serve imparare dieci regole separate se poi non riesci a riconoscere la differenza tra informazione essenziale e dettaglio aggiuntivo.
- Prendi una frase italiana e chiediti se in inglese il nome va identificato o solo descritto.
- Prova due versioni: una con la relativa piena e una con il pronome omesso, se la struttura lo consente.
- Leggi ad alta voce: nelle non definenti la pausa naturale si sente quasi sempre.
- Quando scrivi, controlla per ultimi virgole e pronome, non per primi.
È un metodo semplice, ma nella pratica funziona meglio della memorizzazione passiva. Se vuoi migliorare la precisione del tuo inglese, soprattutto nello scritto e nelle prove di certificazione, questo è uno di quei punti che dà un ritorno immediato: testi più chiari, frasi più pulite e meno dubbi quando devi scegliere la forma giusta.
