L’inglese sembra lineare finché non bisogna scegliere tra he, him, she e her. Capire l’equivalente di him al femminile evita errori banali e, soprattutto, aiuta a usare i pronomi in modo corretto nelle frasi reali, non solo negli esercizi. Qui trovi una spiegazione chiara dei pronomi di genere, dei loro ruoli nella frase e dei casi in cui la forma femminile non è quella che molti immaginano.
La regola pratica è guardare la funzione del pronome prima del genere
- In inglese non esiste un solo “femminile” fisso: cambia in base al ruolo grammaticale.
- him come complemento diventa in genere her.
- he come soggetto diventa she.
- her può essere sia pronome oggetto sia aggettivo possessivo.
- hers serve quando il possessivo resta da solo, senza nome dopo.
- Se il genere non è noto o non conta, oggi è frequente usare they/them.

La mappa dei pronomi femminili in inglese
Io la spiego sempre così: in inglese non basta cambiare il genere, bisogna cambiare anche la funzione del pronome. È qui che molti studenti italiani si bloccano, perché in italiano un unico sistema copre più usi, mentre in inglese la distinzione è più rigida.
| Funzione | Maschile | Femminile | Esempio |
|---|---|---|---|
| Soggetto | he | she | She is my teacher. |
| Complemento oggetto | him | her | I called her yesterday. |
| Possessivo davanti al nome | his | her | Her bag is on the chair. |
| Possessivo senza nome | his | hers | The blue bag is hers. |
| Riflessivo | himself | herself | She blamed herself. |
Il punto più delicato è her: la stessa forma vale sia come oggetto sia come possessivo davanti al nome. La differenza la fa il contesto, non la parola in sé. Una frase come I saw her usa her come oggetto; her idea usa la stessa forma come possessivo. Capita allora il dubbio: perché una parola sola non basta sempre?
Perché him non corrisponde sempre a she
Il motivo è semplice, anche se all’inizio sembra complicato: him e she non stanno nello stesso posto della frase. Uno è una forma da complemento, l’altra è una forma da soggetto. Per questo non puoi tradurre in modo meccanico, parola per parola.
Se la persona è femminile e il pronome è il soggetto, usi she:
- She works in Milan.
- She is late.
Se la persona è femminile e il pronome è l’oggetto del verbo o di una preposizione, usi her:
- I know her.
- We spoke to her after class.
Se invece il pronome femminile introduce un nome, resta ancora her:
- Her course starts on Monday.
- I like her explanation.
Quando il possessivo resta da solo, senza sostantivo dopo, la forma giusta diventa hers:
- This notebook is hers.
In pratica, la frase corretta nasce così: prima individuo il ruolo del pronome, poi scelgo la forma femminile. Proprio qui nascono gli errori più frequenti, soprattutto per chi traduce dall’italiano in modo troppo diretto.
Gli errori che fanno più spesso i parlanti italiani
Quando correggo esercizi o testi brevi, trovo sempre gli stessi scivoloni. Non sono errori “gravi”, ma sono abbastanza comuni da rallentare la fluidità e far sembrare il testo meno naturale.
| Errore frequente | Forma corretta | Perché |
|---|---|---|
| Give it to she. | Give it to her. | Dopo una preposizione serve il pronome oggetto. |
| Her is my sister. | She is my sister. | Prima del verbo serve il soggetto. |
| This is hers car. | This is her car. | Davanti a un nome si usa il possessivo aggettivo, non hers. |
| I saw herself yesterday. | I saw her yesterday. | Herself si usa solo quando soggetto e oggetto coincidono. |
| She helped her. con significato riflessivo | She helped herself. | Se la persona compie l’azione su sé stessa, serve il riflessivo. |
Il riflessivo è quello che crea più confusione, ma in realtà segue una logica precisa: si usa solo quando l’azione torna sulla stessa persona. Se invece una donna aiuta un’altra persona, leggi She helped her; se aiuta sé stessa, allora She helped herself. Da qui si apre un’altra domanda utile: cosa succede quando il genere non è noto o non si vuole specificare?
Quando they/them è la soluzione più naturale
Nell’inglese contemporaneo, they/them è diventato molto comune quando il genere non è noto, non è rilevante oppure la persona preferisce pronomi neutri. Non è il “femminile” di him, ma è una soluzione reale e molto usata nella lingua viva, nei testi moderni e in molti contesti educativi e professionali.
Le forme base sono queste:
- they come soggetto
- them come oggetto
- their come possessivo davanti al nome
- theirs come possessivo autonomo
Esempi utili:
- If a student forgets their book, they can borrow one.
- Tell them I’ll arrive at 3.
- The assignment is theirs.
Qui farei una precisazione pratica: nei test scolastici o nelle prove di grammatica, conviene seguire la traccia. Se il compito chiede il femminile di un soggetto femminile già definito, la risposta resta she/her; se invece il testo chiede una forma neutra, they/them è spesso la scelta più corretta. Questa distinzione evita risposte formalmente giuste ma fuori consegna.
Come fissare la regola con esempi brevi e concreti
Se devo insegnare questa parte in modo rapido, uso una sequenza fissa. Funziona perché costringe a guardare la frase dall’interno, non a memorizzare parole isolate.
- Soggetto - She arrived early.
- Oggetto - I met her at the station.
- Possessivo davanti al nome - Her train was delayed.
- Possessivo autonomo - The ticket is hers.
- Riflessivo - She prepared herself for the exam.
Il vantaggio di questo schema è che resta valido anche quando la frase cambia. Se passi dal femminile al maschile, il meccanismo non si rompe: cambiano solo le forme, non la logica. È lo stesso motivo per cui io consiglio di imparare i pronomi a coppie funzionali, non come lista sparsa di vocaboli.
Il promemoria che uso per non sbagliare nei testi e nei test
Quando devo decidere al volo, seguo questo promemoria mentale: he/she stanno prima del verbo, him/her vanno dopo il verbo o dopo una preposizione, his/her stanno davanti al nome, his/hers restano da soli, himself/herself si usano solo per l’azione riflessa. È una regola semplice, ma taglia via gran parte delle incertezze.
Se vuoi portarti a casa una sola idea, tieni questa: in inglese il pronome femminile non si sceglie per traduzione automatica, ma per funzione grammaticale. Una volta fissato questo, il resto diventa molto più lineare, sia nella grammatica di base sia quando devi leggere o scrivere in modo più sicuro.
