Capire il significato e l’uso di either aiuta a leggere meglio frasi molto comuni dell’inglese e, soprattutto, a evitare due errori ricorrenti: confonderlo con neither e usarlo con la struttura sbagliata. Qui trovi una spiegazione chiara, con esempi pratici, differenze utili e le regole che contano davvero quando scrivi o parli.
I punti essenziali da fissare subito
- Either indica quasi sempre una scelta tra due opzioni o uno dei due elementi di una coppia.
- Con either...or esprimi alternativa: “o...o”.
- Nelle frasi negative, either spesso significa “neanche” o “nemmeno” e di solito va in fondo alla frase.
- Con either of, il sostantivo resta plurale ma il verbo tende al singolare nella forma standard.
- Il confine più utile da ricordare è questo: either apre una scelta, neither la nega, both include entrambi.
Il significato di either nella grammatica inglese
In inglese, either non ha un solo valore. La sua idea centrale resta però molto stabile: si riferisce a due possibilità, a uno dei due elementi di una coppia o a una scelta che esclude il terzo caso. In italiano, a seconda della frase, lo rendiamo con “uno dei due”, “o...o”, “anche” oppure “nemmeno”.
Io lo spiego sempre così: se nella frase ci sono due opzioni ben definite, either di solito sta segnalando che bisogna scegliere, o che una delle due soluzioni va bene. Quando invece compare in un contesto negativo, cambia registro e si avvicina a “neanche” o “nemmeno”.
| Struttura | Funzione | Significato in italiano | Esempio |
|---|---|---|---|
| either + nome singolare | determinante | uno dei due | Take either road. |
| either of + gruppo plurale | pronome/determinante | uno dei due | Either of the answers is correct. |
| either...or | congiunzione | o...o | Either call me or send a message. |
| negative sentence + either | avverbio | neanche, nemmeno | I don’t like it either. |
Questa mappa mentale basta già per orientarsi nella maggior parte dei casi. Il punto, adesso, è vedere come cambia la struttura concreta delle frasi, perché è lì che gli studenti italiani inciampano più spesso.

Come si usa either quando indica una scelta tra due elementi
Quando either funziona come determinante o pronome, parla quasi sempre di due elementi precisi. La forma più semplice è either + nome singolare: in questo caso la parola significa “uno dei due” o “uno qualunque tra due”.
Esempi utili:
- Either jacket is fine. Va bene una qualsiasi delle due giacche.
- You can choose either door. Puoi scegliere una delle due porte.
- Either of the tickets is valid. Uno dei due biglietti è valido.
La regola pratica qui è semplice ma importante: il nome che segue either resta singolare. Con either of, invece, il gruppo dopo of può essere plurale, ma nella forma più standard il verbo resta comunque al singolare: Either of the students is ready. In un testo formale io consiglio di mantenere questa soluzione, perché è quella più pulita e meno discutibile.
Una volta chiarito questo uso, diventa molto più facile capire la costruzione che si vede più spesso nei manuali e nelle conversazioni: either...or.
Either...or e la logica della scelta obbligata
La coppia either...or serve a presentare due alternative. In italiano equivale a “o...o” oppure “o questo o quello”. Non sta dicendo che entrambe le opzioni sono vere: sta imponendo una scelta, oppure presenta due possibilità tra cui una sola verrà presa.
Strutture corrette:
- Either you call me or you email me.
- We can either stay home or go out.
- Either Anna or Luca will present the project.
Qui conta molto anche il parallelismo, cioè la simmetria tra le due parti della frase. Se dopo either metto un verbo, anche dopo or conviene tenere un verbo; se metto un nome, anche l’altra parte dovrebbe restare dello stesso tipo. Non è una regola assoluta, ma è un criterio che rende la frase naturale e più elegante.
Un errore tipico è trattare either...or come un semplice “or”. In realtà la coppia rafforza l’idea di alternativa netta, ed è proprio questa sfumatura che la rende così frequente nei dialoghi e nelle istruzioni. Da qui il passaggio alle frasi negative è naturale, perché lì either cambia funzione in modo molto visibile.
Come funziona either nelle frasi negative
Nelle frasi negative, either spesso significa “neanche” o “nemmeno” e di solito si colloca alla fine della frase. È un uso molto comune, soprattutto quando si risponde a qualcuno che ha appena espresso una negazione.
Esempi:
- I don’t like coffee either. Non mi piace neanche il caffè.
- She can’t come either. Anche lei non può venire.
- We didn’t understand the joke either. Non abbiamo capito nemmeno la battuta.
Qui la differenza con l’italiano inganna spesso: non sempre si traduce con “anch’io” in modo meccanico. Se la frase negativa riguarda anche il parlante, la resa più naturale può essere “nemmeno io” o “neanch’io”. Per esempio, a I don’t like it puoi rispondere con Me neither nel parlato informale, oppure con Neither do I in un registro più corretto e completo.
Io tendo a far notare questo punto agli studenti perché è uno dei più utili nella vita reale: se impari solo la traduzione letterale, rischi di confondere la struttura inglese con quella italiana. E appena entri in un confronto con neither, il quadro si chiarisce del tutto.
La differenza pratica tra either, neither e both
Se devo semplificare al massimo, uso questa formula: either guarda a uno dei due, neither esclude entrambi, both include entrambi. Questa triade è fondamentale perché ricorre continuamente in frasi simili ma non intercambiabili.
| Parola | Idea centrale | Struttura tipica | Esempio |
|---|---|---|---|
| either | uno dei due | either...or | You can take either seat. |
| neither | nessuno dei due | neither...nor | Neither answer is correct. |
| both | entrambi | both...and | Both answers are correct. |
La coppia neither...nor funziona come una negazione doppia della scelta: né l’uno né l’altro. Both...and, al contrario, allarga il campo e include le due possibilità insieme. Questa distinzione è utile non solo per scrivere bene, ma anche per capire rapidamente il tono della frase: esclusione, alternativa o inclusione.
Una volta interiorizzata questa differenza, resta solo da mettere a fuoco gli errori che vedo più spesso nei testi di chi studia inglese in Italia.
Gli errori più comuni che vedo fare con either
Gli errori con either sono pochi, ma ricorrenti. E proprio perché sono pochi, conviene eliminarli bene una volta per tutte.
- Usare il plurale dopo either. Meglio either jacket che either jackets, quando il nome è singolare countable.
- Sbagliare il verbo con either of. Nella forma standard: Either of the options is fine, non are fine.
- Confondere either con neither. Se la frase è negativa e parli di due elementi negati, spesso serve neither, non either.
- Dimenticare l’or in either...or. Da solo either non introduce automaticamente una coppia completa di alternative.
- Costruire doppie negazioni inutili. I don’t like neither suona male in inglese standard; meglio I don’t like either.
Se devo dare un consiglio molto pratico, io suggerisco di controllare sempre tre cose: ci sono due opzioni? la frase è positiva o negativa? la struttura richiede un verbo singolare? In molti casi basta questo mini-controllo mentale per scegliere la forma giusta senza esitazioni. E proprio qui entra in gioco il trucco più semplice per ricordare either in modo stabile.
Il trucco mentale che rende either molto più semplice
Il modo più efficace per memorizzare either è non tradurlo come una parola isolata, ma come segnale di rapporto tra due elementi. Se vedi una coppia, either sta quasi sempre indicando scelta, alternativa o una delle due opzioni disponibili. Se invece la frase è negativa, la parola si sposta verso il senso di “nemmeno”.
Io lo riassumo spesso così: either apre la strada alla scelta, neither la chiude, both la riapre in entrambe le direzioni. È una scorciatoia mentale semplice, ma funziona bene perché rispecchia la logica reale della grammatica inglese.
Quando rileggi un testo, cerca sempre il contesto vicino a either: se trovi un’alternativa, pensa a either...or; se trovi una negazione, pensa a either in fondo alla frase; se trovi un gruppo di due elementi, controlla se la forma richiede singolare o no. Con questa abitudine, l’uso diventa quasi automatico e la parola smette di sembrare ambigua. A quel punto, il passaggio dal dubbio alla sicurezza è più rapido di quanto sembri.
