Gli aggettivi dimostrativi in inglese servono a indicare con precisione a quale persona o cosa ci si riferisce, e sono tra i primi punti di grammatica che rendono una frase davvero naturale. In questo articolo chiarisco le quattro forme, la differenza tra uso come aggettivo e come pronome, gli impieghi meno ovvi con il tempo e gli errori che vedo fare più spesso. L’obiettivo è darti una regola pratica, non una definizione da manuale.
Le quattro forme che bastano per orientarsi con sicurezza
- this e these indicano ciò che è vicino; that e those ciò che è più lontano.
- this e that sono singolari; these e those sono plurali.
- Davanti a un nome funzionano da aggettivi dimostrativi; da soli diventano pronomi dimostrativi.
- La distanza può essere fisica, temporale o anche concettuale, non solo spaziale.
- Gli errori più comuni nascono da un numero sbagliato o da una posizione errata nella frase.
- Per scegliere bene, conviene controllare prima il numero del sostantivo e poi la distanza.
Le quattro forme da riconoscere al volo
In inglese il sistema è molto lineare: ci sono solo quattro forme, e il genere non entra in gioco. Io consiglio sempre di memorizzarle in coppie, perché la logica diventa immediata: this/these per ciò che è vicino, that/those per ciò che è più lontano.
| Forma | Numero | Idea di distanza | Esempio |
|---|---|---|---|
| this | singolare | vicino | This book is mine. |
| these | plurale | vicino | These books are mine. |
| that | singolare | lontano | That house is beautiful. |
| those | plurale | lontano | Those houses are beautiful. |
La parte utile, però, non è solo la traduzione. In inglese questi termini non cambiano per maschile o femminile, quindi la scelta dipende soprattutto da numero e posizione. Questo è molto diverso dall’italiano e spiega perché chi studia inglese tende a complicarsi la vita cercando un equivalente troppo letterale. In realtà, una volta fissata la coppia vicino/lontano, il resto si semplifica parecchio.
Con i nomi non numerabili il comportamento segue il singolare: si usa quindi this information o that furniture, non una forma plurale. È un dettaglio piccolo, ma in una frase corretta fa la differenza, soprattutto quando si scrive o si fa un esercizio di grammatica.
Da qui il passaggio successivo è naturale: capire dove si collocano nella frase e come si combinano con il sostantivo che seguono.
Come si mettono nella frase senza sbagliare l’ordine
Il punto che crea più errori è la posizione. Il dimostrativo va prima del nome, e se c’è un aggettivo descrittivo, resta comunque davanti a tutto il gruppo nominale: this old house, those new shoes, that small bag. Non si sposta alla fine e non si aggiunge l’articolo davanti allo stesso nome, perché in inglese la struttura non funziona come in italiano.
- this book - forma base con nome singolare.
- these books - forma base con nome plurale.
- this old book - dimostrativo + aggettivo + nome.
- that information - nome non numerabile, quindi comportamento da singolare.
In pratica, se il sostantivo c’è, il dimostrativo lo precede e lo guida. Se il sostantivo non c’è, la parola non è più un aggettivo ma un pronome. Questa distinzione sembra teorica, ma nella scrittura e nella lettura aiuta a leggere la frase con più sicurezza e a non confondere le funzioni grammaticali.
Un’altra regola utile è questa: quando il referente è percepito come vicino al parlante, si tende verso this o these; quando è più distante, verso that o those. La distanza, però, non è solo fisica. Ed è proprio qui che il tema diventa più interessante.
Quando vicino e lontano parlano anche di tempo e idee
Nei dimostrativi inglesi la distanza può essere spaziale, ma anche temporale o concettuale. Per questo frasi come this week, these days, that day o those years sono assolutamente normali. In questi casi il dimostrativo non sta indicando un oggetto davanti a me, ma il rapporto tra il momento di riferimento e il presente.
Ecco il modo più chiaro per leggerli:
- this morning / this week / this year - periodo vicino al momento in cui parlo.
- these days - periodo attuale, spesso con valore di “al giorno d’oggi”.
- that day / that time - momento più lontano, spesso nel passato.
- those days / those years - periodo passato percepito come distante o concluso.
Lo stesso vale per le idee. This problem introduce spesso il punto che sto affrontando adesso, mentre that idea richiama qualcosa già citato oppure meno centrale. In altre parole, la distanza può essere anche una distanza di attenzione o di focus, non solo di metri.
Questa sfumatura è utile soprattutto nei testi scritti, perché aiuta a collegare le frasi con maggiore coesione. Quando voglio spostare il lettore verso un dettaglio ancora in corso di spiegazione, tendo a usare this; quando invece mi riferisco a qualcosa già lasciato un po’ sullo sfondo, that suona più naturale. La grammatica, qui, incontra davvero il discorso.
A questo punto resta un dubbio molto comune: quando la stessa parola è aggettivo e quando è pronome?
La differenza tra aggettivi e pronomi dimostrativi
La regola è semplice e molto pratica: se dopo c’è un nome, sei davanti a un aggettivo dimostrativo; se il nome non c’è, la parola sta sostituendo il nome e funziona da pronome. È una distinzione che in inglese vale tantissimo, perché le quattro forme sono le stesse ma il ruolo cambia in base alla struttura della frase.
| Struttura | Esempio | Funzione |
|---|---|---|
| this + nome | This car is new. | aggettivo dimostrativo |
| these + nome | These car keys are mine. | aggettivo dimostrativo |
| this + verbo | This is my car. | pronome dimostrativo |
| those + verbo | Those are my friends. | pronome dimostrativo |
Io questa distinzione la sottolineo sempre perché evita un errore frequente: chiamare “aggettivo” qualsiasi this o that solo perché lo si è incontrato in una frase. In realtà, in This is my car non c’è un nome dopo il dimostrativo, quindi non stiamo descrivendo un sostantivo ma sostituendolo. È anche il motivo per cui, quando si presentano persone o si risponde al telefono, si usa spesso la forma pronominale: This is Marta, non perché “this” descriva Marta, ma perché la introduce.
Capire questo passaggio rende più facile anche leggere i testi autentici, dove la stessa forma può cambiare funzione senza avvisare. E proprio nei testi autentici emergono gli errori più comuni, soprattutto per chi traduce mentalmente dall’italiano.
Gli errori che sento fare più spesso
Gli errori tipici non sono tanti, ma si ripetono con grande regolarità. Il più frequente è il disallineamento tra numero del sostantivo e forma scelta. Subito dopo viene la tentazione di aggiungere un articolo davanti al dimostrativo, come se l’inglese funzionasse come l’italiano. Non funziona così.
| Errore frequente | Forma corretta | Perché |
|---|---|---|
| this books | these books | il nome è plurale |
| those house | that house / those houses | singolare o plurale devono coincidere |
| this the book | this book | non si usa l’articolo con il dimostrativo |
| these information | this information | information è non numerabile |
| this days | these days | l’espressione è plurale e idiomatica |
Un altro errore sottovalutato è pensare che this e that siano intercambiabili solo perché in italiano diremmo “questo” o “quello” a seconda del contesto. In inglese la scelta non dipende dal genere, ma dal rapporto tra parlante, referente e numero. Se questa logica non è chiara, si finisce per indovinare invece di scegliere.
Il mio consiglio pratico è molto semplice: quando rivedi una frase, leggi prima il nome, poi chiediti se è singolare o plurale, poi verifica se il referente è vicino, lontano o solo concettualmente più vicino al discorso. Questo ordine di controllo riduce tantissimo gli errori, anche nei livelli intermedi.
Il controllo in quattro passaggi che rende tutto più semplice
Quando devo fissare il meccanismo in testa, uso sempre questa sequenza. Non è elegante, ma funziona davvero perché obbliga a guardare la frase dall’interno e non a tradurla in fretta.
- Individuo il sostantivo, se c’è.
- Controllo se è singolare, plurale o non numerabile.
- Valuto se il referente è vicino, lontano o già richiamato nel discorso.
- Decido se la forma sta davanti a un nome oppure lo sostituisce.
Se applichi questo schema, la scelta diventa quasi automatica: this per una cosa singolare e vicina, these per più cose vicine, that per una cosa singolare e lontana, those per più cose lontane. È una griglia semplice, ma copre la stragrande maggioranza dei casi reali e ti evita di trasformare una regola facile in un esercizio di memoria.
